Memoria Mediterranea

“Se muoio riportate il mio corpo in Guinea”: Ousmane Sylla

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Oggi 4 aprile la salma di Sylla Ousmane comincia finalmente il viaggio che la porterà in Guinea Conakry, lì dove desiderava tornare per riposare in pace, lì dove lo aspetta la madre. “Se muoio riportate il mio corpo in Guinea, da mia madre”

Sono passati due mesi da quando il 4 Febbraio 2024 Ousmane nel CPR di Ponte Galeria si è tolto la vita, in un gesto di estrema rivolta contro le ingiustizie subite fin dal suo arrivo in Italia alla fine del luglio 2023.

Ousmane, giovane di 21 anni, lascia un testamento scritto a chiare lettere sul muro del centro di detenzione amministrativa di Roma, un urlo che abbatte il muro del CPR. Un testamento di lotta: Libertà o morte!
Sul muro vi è scritto anche il nome della cittadina in cui era stato in Italia, in provincia di Cassino, in una casa famiglia che Ousmane denunciò in settembre per i maltrattamenti subiti.


Nel CPR dopo la sua morte si alzerà la protesta degli altri prigionieri che porterà all’arresto di 14 persone: fermate perché in protesta contro le ingiustizie che vivevano sulla loro pelle.

La famiglia venne informata della morte di Ousmane solo il 14 Febbraio 2024 (non dall’Ambasciata ma attraverso al rete degli attivisti e delle attiviste).
Pochi giorni dopo il fratello Djibril venne in Italia per identificare il corpo e con coraggio e determinazione, nonostante la profonda sofferenza e lo shock , in queste settimane, insieme alle attiviste Yasmine Accardo e Manuela di LasciateCIEntrare e Mem.Med – Memoria Mediterranea e all’avvocato Gaetano Mario Pasqualino di Progetto Diritti, ha lavorato per ricostruire pezzi di verità sulla detenzione amministrativa a Trapani e Ponte Galeria, nonché sulla mala accoglienza nella provincia di Cassino; insieme a tutte le persone che hanno inviato un contributo in questi giorni abbiamo combattuto perché venisse esaudito l’ultimo desiderio di Ousmane: tornare a casa.

E’ stato necessario attendere i tempi dell’autopsia e dei rilevamenti del medico da parte di Djibril per poter finalmente permettere che il corpo potesse partire.

Djibril non ha mai smesso di urlare in questi giorni ai giornalisti che lo hanno incontrato che “Ousmane è morto per istigazione al suicidio, dovuta alle vostre ingiustizie, le ingiustizie del vostro Paese. Ousmane non si sarebbe mai tolto la vita. Ousmane desiderava vivere come uomo libero e diventare un’artista ed un cantante. Ousmane è sempre stato un ragazzo coraggioso. Voglio giustizia e verità per mio fratello“.

Il rimpatrio della salma è stato reso possibile grazie al contributo di decine e decine di persone ed associazioni. Tutti hanno voluto rivolgere un pensiero alla famiglia ed hanno voluto rispettare il desiderio di Ousmane, il suo grido di libertà e giustizia. Li ringraziamo tutte e tutti di cuore, senza di loro non sarebbe stato possibile

La raccolta fondi per il rimpatrio della salma è chiusa a partire da oggi 4 aprile 2024. Ci teniamo particolarmente a porgere i nostri ringraziamenti a:

  • Petani Adria, Lotta Aldo, Sedda Franca Maria, Sgobbi Mario, Salmasi Daniela, Delli Gatti Valentina, Di Leo Ornella, Associazione Articolo 21 Liberi, Morreale Laura, Benedetti Federica, Lucci Maura Eugenia, Cappellini Franco, Pacelli Daniela, Durso Sirio, Moscara Salvatore Maurizio, Vezzoli Denise, Lo Giudice Simona, Vagelli Vittorio, Vagelli Venerio, Petrolati Emanuela,Negri Pietro, Sica Giulio,Preziosi Francesca Romana,Attanasio Maria Gloria, Bentivegna Enrico, De Masi Francesca, Carovane Migranti, Menna Luciana, Virginia Blanca Vagelli, Aglio Jacopo, Crua Gianfranco, Lentini Rosario, Ferruzza Fausta, Iozia Edgardo, Petropaoli Franco, Naletto Grazia, Brusaporci Veronica Maria, Giancaglioni Paolo, Grazzini Daniela,Depalo Rosa Anna, Trovato Michele,Meccariello Giuseppe, Giorgio Lidia, Elisabetta Maria Meyer,Angela Arbore, Beatrice Secchi, Conti Roberto Giovanni, Ciardo Sebastiana, Elisabetta Teresa Gallino, Luca Villa, Canepa Anna, Dal Moro Alessandra, Cobas associazione palermitana Comitato, Area DG Area Democratica per la Giustizia, Pironti di Campagna Fabrizia Maria, Chinaglia Elisabetta, Contardo Flavio, Cocucci Laura, Tona Giovanbattista, Colamocici Marco, Cervo Paola, Forte Fabrizio, Dumbuya Buboker, Yasmine Accardo, Cinema Diritti Umani di Napoli, Federica Borlizzi, Roberto Viviani, CILD, Viscomi Graziella, Santoni Rugiu Roberta, Ilaria Cornetti, Francesco Aliffi, Flamini Pietro, Flamini Marti, Di Bari Pierluigi, Acierno Maria.
  • Ringraziamo inoltre Valentina Calderone, Stefano Anastasia, Riccardo Magi che, immediatamente, il 4 febbraio appena ricevuta la notizia della morte di Ousmane si sono recati al CPR per pretendere informazioni.
  • Ringraziamo i giornalisti e la stampa che hanno voluto ascoltare Djibril e seguire la storia di Ousmane: Giansandro Merli, Il manifesto, Fanpage, Romina Marceca, Chiara Proietti Ambra, Alessandra Buccini, Paolo Santalucia.
  • Ringraziamo la rete STOP CPR- ROMA contro la detenzione amministrativa, il centro sociale Spartaco e l’attivista Alpha Diallo, la senatrice Ilaria Cucchi
  • Le compagne: Silvia Di Meo, Peppe Platania, Valentina Delli Gatti, Francesca Mazzuzi, Chiara Denaro, Luca Boccoli.
  • Le compagne di Sea-Watch, Rete siciliana contro il confinamento, Melting Pot Europa, Progetto Diritti che hanno sostenuto la raccolta fondi e la richiesta di verità e giustizia
  • Gli avvocati Arturo Salerni e Gianluca Vitale

A Josef Yemane Tewelde che fino all’ultimo respiro si è battuto per i diritti di tuttə

La lotta di Ousmane continuerà fino a che non sia fatta verità e giustizia.
Il corpo di Ousmane arriverà in Guinea proprio nei giorni che vedono la fine del Ramadan.
Che la terra ti sia lieve, combattente.

LasciateCIEntrare, Memoria Mediterranea

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