Memoria Mediterranea

Hedi e Mehdi Khenissi (2019)

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Hedi e Mehdi, giovani tunisini di 24 e 22 anni, sono partiti con un barchino da Biserta nel novembre 2019 per raggiungere l’Italia, insieme ad Akram, Anis, Kais. I due fratelli erano due studenti, ma le difficili condizioni di vita della loro famiglia li aveva spinti a iniziare a lavorare. Aiutavano il padre nelle attività di pesca nelle acque di Biserta e cercavano così di sostenere la loro famiglia. Hedi e Mehdi amavano il calcio e la musica, frequentavano la squadra locale e erano solito trasformare la loro stanza da letto in una sala concerto insieme alla sorella Nourhene.
La mancanza di opportunità lavorative li rendeva insoddisfatti e desiderosi di realizzarsi altrove. Vittime di un naufragio che ha avuto luogo a seguito di una burrasca improvvisa, i loro corpi sono stati ritrovati tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, in pieno inizio della pandemia, sulle coste siciliane tra le province di Palermo e Messina. 

La madre di Hedi e Mahdi, Jalila Taamallah, si è recata nel 2021 in Italia per effettuare – con il sostegno della sua avvocata Serena Romano e delle associazioni che l’hanno accompagnata – la dolorosa procedura di identificazione, disseppellimento dei corpi – che nel frattempo erano stati tumulati nei cimiteri di Trabia (Pa) e Castel di Tusa (Me) – e rimpatrio degli stessi. Jalila ha dovuto lanciare una raccolta fondi per raggiungere la cifra necessaria ad effettuare il trasporto dei corpi in Tunisia, dal momento che il Consolato tunisino non ha garantito la copertura delle spese. Grazie alle donazioni di associazioni, di singolə solidali e del contributo finanziario offerto dai comuni siciliani interessati, i corpi sono tornati a Menzel Bourguiba nella primavera del 2021.

In tutto questo periodo, la famiglia di Hedi e Mahdi è stata colpita anche da accuse infondate contro i figli migranti, vittime di diffamazioni criminalizzanti: i due tunisini sono stati additati dai giornali italiani come trafficanti di droga, supponendo una relazione dei due fratelli con un traffico internazionale di stupefacenti che è stata poi totalmente smentita. 

Oggi i corpi di Hedi e Mahdi riposano nel cimitero di Menzel Bourguiba, sotto la protezione della madre Jalila Taamallah che da allora è diventata un’attivista internazionale per i diritti delle persone migranti, impegnata particolarmente nel supporto delle famiglie delle persone scomparse o decedute per mano delle frontiere.

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