CORPI, DIRITTI E MEMORIE IN LOTTA

Condividi:

Report di monitoraggio e denuncia di MEM.MED – Memoria Mediterranea e CLEDU di Palermo


Il report raccoglie un lavoro collettivo delle associazioni MEM.MED e Cledu di Palermo ed è stato redatto da diverse figure professionali, ricercatrici, avvocate e operatrici socio-legali. Questo documento nasce per raccontare con precisionecosa accade in Italia oggi quando si recupera un corpo di una persona morta di frontiera, o quando un familiare denuncia una scomparsa di un proprio caro in assenza di un corpo.

È un lavoro che è durato anni e si è basato sull’alleanza costruita con le famiglie e sull’ascolto delle esperienze, ma anche sul monitoraggio diretto delle prassi istituzionali, sull’interazione con gli attori nei territori per documentare e registrare strumenti e pratiche che possano facilitare l’accesso alle informazioni e alle procedure. In questo modo vorremmo supportare le istanze di verità e giustizia delle famiglie e denunciare le violenze sistemiche delle frontiere e delle politiche migratorie europee.

Il report si articola in diverse sezioni, con un impianto che vuole da un lato mostrare le lacune, le assenze, le contraddizioni delle risposte normative e istituzionali; dall’altro, documentare pratiche già esistenti che funzionano – spesso sorte dal basso o grazie all’iniziativa di singoli attori, e non per un disegno coordinato.

Per fare questo siamo partiti innanzitutto dal quadro normativo dentro cui agiamo e a seguito delle cui carenze si sono sviluppate risposte dal basso, come quelle che MEM.MED ha provato a costruire in questi anni con le famiglie, che sono soggetti attivi di resistenza e custodi della memoria contro l’abbandono istituzionale.

Un intero capitolo è poi dedicato al lavoro di monitoraggio svolto quest’anno in Sicilia e Sardegna, che rappresenta un tentativo di mappare quelle che sono le prassi implementate territorialmente rispetto al trattamento dei corpi delle persone decedute in mare. In questo modo si è cercato di identificare le principali criticità e lacune che ostacolano l’accesso delle famiglie a informazioni certe e come queste lacune siano espressione di una violenza strutturale e coloniale contro i corpi delle persone in movimento.

Il report include anche una parte dedicata ai casi emblematici. Storie che non sono eccezionali, in cui la verità è emersa grazie all’ostinazione delle famiglie, che agiscono contro le pratiche istituzionali che cancellano le vite dei loro cari.

Nel report vengono raccontate anche la strage di Cutro e Roccella Ionica. Due situazioni speculari in cui la presenza delle famiglie, in un caso, e la loro assenza, nell’altro, è stata decisiva nella capacità di riuscire ad ottenere delle risposte dalle istituzioni, a ritrovare i propri cari e a riportarli a casa.

Questi casi mostrano che il problema non è solo tecnico o normativo. È innanzitutto politico. Finché i familiari non saranno riconosciuti come interlocutori principali e le loro rivendicazioni non saranno messe al centro di questo processo, anche le tecnologie più avanzate non porteranno a risultati concreti e ad un vero cambio di rotta.

Le conclusioni di questo lavoro individuano in una proposta di legge una strada percorribile per dare copertura normativa alle istanze di verità e giustizia delle famiglie, sancire il diritto alla ricerca e all’identificazione dei morti di frontiera e creare un sistema strutturato di azioni, compiti e responsabilità sul tema delle morti e sparizioni.

Questo documento vorrebbe essere anche uno strumento per non dimenticare, un atto di responsabilità collettiva, politica: il nostro orizzonte resta quello di una memoria mediterranea come motore di lotta. Per questo abbiamo dedicato questo rapporto ad Afrata. Una giovane donna di sedici anni, morta a Palermo dopo aver attraversato la Libia e il Mediterraneo ed essere stata esposta alle brutalità sistemiche delle rotte migratorie razzializzate. Alla sua memoria è dedicato questo lavoro. E, con lei, a tutte le persone che ogni giorno vengono uccise o fatte sparire dalle frontiere.

Scarica il rapporto al seguente link:

Articoli recenti:

Torna in alto