*CommemorAzione per la giornata mondiale di memoria e lotta contro le sparizioni e le morti alle frontiera*
Il 6 febbraio 2014 alcune centinaia di persone di origine sub-sahariana cercarono di raggiungere a nuoto l’enclave spagnola di Ceuta dalla costa marocchina. Il tentativo fu violentemente respinto dalla Guardia Civil in quella che viene ricordata come la strage di Tarajal, in cui morirono almeno 14 persone, numerosi furono i dispersi e ai familiari delle vittime fu addirittura impedito l’accesso in Europa per poter riconoscere e riportare a casa i corpi dei loro cari.
Il 6 febbraio è diventata data simbolo della lotta contro la violenza alle frontiere nei confronti delle persone in movimento.Dieci anni più tardi, il 5 febbraio 2024 il piccolo Anas di 5 anni e suo padre, originari di Menzel Bourguiba (Biserta), partirono con un gruppo di 18 persone dalle coste tunisine per raggiungere la Sardegna.
Non arrivarono mai a destinazione e nei mesi successivi solo alcuni dei loro corpi giunsero nelle spiagge di Sicilia, Calabria e Campania. Nello stesso anno e negli stessi giorni, Ousmane Sylla, giovane guineano, muore nel CPR di Ponte Galeria a Roma, dopo aver lasciato una sua memoria e un suo disegno sul muro della galera etnica.
Dal Tarajal ad oggi, innumerevoli sono i naufragi invisibilizzati e le stragi che continuano a ripetersi nelle zone di frontiera:Incontriamoci per rompere il silenzio sui massacri provocati dai regimi di frontiera.
Incontriamoci per unirci alla lotta per la ricerca di verità e giustizia dei familiari delle persone scomparse o decedute nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, per supportare le persone che resistono nei luoghi di confinamento e detenzione come hotspot e CPR, dopo essere state isolate e silenziate. Ricordiamo i loro nomi, le loro storie.
Rivendichiamo libertà di movimento e il rispetto dei diritti per tutt3.Vi aspettiamo sabato 7 febbraio 2026 a Cagliari:- ore 16 incontro alla passeggiata della Darsena (Piazza vittime del Moby Prince).
Ci sposteremo verso il mare, nella passeggiata prima del molo Ichnusa per ricordare le morti e le sparizioni nel Mediterraneo, nelle altre frontiere e nei luoghi di confinamento.- ore 19 discussione collettiva alla B.A.Z. (Biblioteca Autogestita Zarmu), via San Giacomo 117.
Du silence de l’oubli aux vagues de résistance.
Que la mer garde leurs rêves, que la terre garde leurs nomsLes mères et les sœurs de la Mémoire Méditerranéenne

